Nelle nebbie della Val Padana, negli anni 20-40 gli uomini portavano
il tabarro,andavano in bicicletta sugli argini del Po, per raggiungere il paese e trovarsi al bar a fare una briscola e bere un lambrusco.
Le donne, anche in inverno, a piedi con la cariola, caricavano i panni sporchi di casa e si recavano alle rive del fiume, possibilmente in compagnia, perchè risultasse meno pesante questo onere femminile.
Io ho fatto in tempo a vedere mia nonna Violetta compiere esattamente quei gesti, anzi l'ho aiutata a strizzare le lenzuola come raffigurato nella foto, dopo che le aveva lavate al fiume. Io ero piccola e mi divertivo, ricordo che ridevo a crepapelle quando dovevo metterci tutta la mia forza per arrotolarle, ma loro, se ci pensate facevano una fatica incredibile, gli inverni erano rigidissimi, e l'acqua gelata..che generazione fantastica ! la mia nonna era il fulcro della famiglia , era grande come una montagna!
Più avanti si lavarono a casa , nell'orto o nell'aia ,si accendeva il fuoco sotto i paioli di rame per far bollire l'acqua e cenere con sapone di Marsiglia che sbiancava i panni , poi si passavano nelle mastelle di acqua fredda , si sbattevano e strizzavano tutti a mano; mi ricordo ancora il profumo....
Sotto i fili che sostenevano i panni appesantiti dall'acqua si mettevano dei lunghi bastoni di legno, fatti con rami d'albero, che all'estremità avevano una forcella, che servivano a sollevare da terra il tutto.
Le famose mastelle di zinco che a noi piacciono tanto come complementi d' arredamento ( io ne ho 2 ) ma che forse a loro non sembravano di certo così glamour...
Lavandaie del lago di Garda
Un Grazie alle generazioni di donne che ci hanno preceduto, non deve essere stato per nulla facile.