venerdì 30 luglio 2010

Ruderi


Dovrei chiedere ad uno psichiatra, per avere la risposta al perchè mi piacciano i ruderi, forse per la similitudine di età che ci accomuna !! ahahahah


 Viaggiando se ne vedo per strada, il mio sguardo li segue dettato da una curiosità che reprimo, vorrei scendere e visitarlo e fotografarlo nei minimi particolari.

Quelli di montagna hanno un canto speciale, sono meno tristi, vivono nel silenzio di una natura dalla bellezza superiore, si amalgamano al paesaggio senza stonare, sembrano essere solo addormentati, lasciati a riposare.

 Li trovo avvolti da un romantico fascino, li vedo soggetti di bellissime foto, li osservo pervasi e quasi divorati dalla natura imperante che si infiltra in essi, li sento parlare di emozioni trascorse sulle loro pietre, di odori di passate stagioni e urla di bambini perduti.


Certe parlano di fretta, di disattenzione, di mancanza d'amore
altre sono state calpestate e hanno riparato animali





se custodiscono suppellettili, sono poesie visive, lampi di passato




Forse è lo stesso segreto amore che mi porta a vedere un oggetto sul tavolo di un mercatino, toccato usato, vissuto da altre mani, in altri anni, con altri vestiti, con altri piatti  e cibi  sulla tavola, con altri modi di parlare...



dei ruderi ne sento l'anima, che non sempre percepisco nelle case nuove, pur se sono abitate


preghiere tra i fili d'erba

braccia che lavorano in una fornace....

famiglie numerose....

..le donne che lavano al fiume.....
ok cerco uno psichiatra :))
Aggiungo alla carrellata questo agglomerato abbandonato sulla montagna bresciana, un fabbricato in gran parte realizzato con pietre unite a secco che consta di 5/6 abitazioni inframmezzate da cantine e ripostigli...il tutto senza soluzione di continuità, con archi, scalette, altezze e volumi tanto eterogenei quanto armoniosi nell'insieme che mi ha voluto gentilmente postare il Sign. Pierluigi
Non ci starebbe bene un complesso ippo-agri-turistico?

11 commenti:

  1. Ma quale psichiatra... questa è arte e poesia messi insieme, amalgamate da profumi e momenti di vita vissuti da chissà chi e chissà come, ma sempre e comunque Vita....passata o presente....basta un battito d'ali per rendere vivo un rudere.......

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  2. Ciao dovrei andarci anch'io allora dallo psichiatra sono bellissimi,la tua descrizione li ha resi ancora piu' fascinosi, tutto cio' che ha avuto una storia e' interessante e ci da emozioni, grazie buona srata a presto rosa

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  3. aaa i ruderi..m isa ce no sei l'unica a me affascinano da quando ero piccola, chissà hanno un aria così . . .bella, bo non ti so spiegare.
    Pensa che vicino a casa ho una vecchia fattoria mezza distrutta con un mulino e il fiume in mezzo la adoro ormai è un rudere,se vincessi al super enalotto me la comprerfei subito! ^_^

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  4. Ciao Pimpi, di sicuro ti sarebbe piaciuto il rudere che abbiamo demolito per costruire la mia nuova casa! Penso comunque tu l'abbia visto perchè ne ho pubblicato la foto quando ho raccontato tutta la storia in un post remoto!! Bacioni
    Francy

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  5. eheh :) siamo in tante malate allora ! bene bene..non sono sola perlomeno..
    Oggi come oggi un rudere non lo abbatterei, chiaro,ammesso fosse ancora possibile recuperarlo. Mi farebbe piacere far rivivere quelle vecchie pietre....

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  6. ciao. i ruderi rappresentano la vita del passato che ci indicano la strada per il futuro.
    BACIO

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  7. Ciao Pimpi....non sei malata, anzi! Hai solo più sensibilità e senso storico. Non non siamo abituati a dare valore all'oggetto vecchio, che ha avuto una vita propria, e che potrebbe dare ancora. Nei paesi nordici, gli abitanti sono "così orgogliosi" di recuprare case del 1800...e non solo case....
    fr

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  8. eheheh! tu sei attratta dai ruderi come io sono attratto dai vecchi cimiteri..!!

    Bellissime foto!

    Saluti
    Dario

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  9. Vedo che siamo un bel gruppo di amanti dei ruderi... io appena ne vedo uno lo immagino rimesso in sesto, il colore delle pareti, i mobili, i fiori in giardino, ecc., ecc., ecc..

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  10. VECCHI RUDERI MORTI

    Vecchi ruderi morti,
    ove un tempo
    s'affaccendavan ragazze sorridenti,
    in silenzio sciogliete il vostro pianto
    tra il mormorio incurante dei passanti.
    Su quei balconi, logori e cadenti,
    testimoni di nostra architettura,
    splendevan fiori
    e panni biancheggianti
    e le vecchie, accovacciate al sole,
    filavano tra i denti le orazioni.
    Le vostre inferriate sembran dimore silenti
    di vecchi vagabondi addormentati,
    e dal buio dei vostri corridoi
    par di sentire ancor grida festanti
    di bimbi sorridenti.
    Vecchi ruderi morti,
    le vostre crepe, rughe di vecchiaia,
    nascondono una vita spensierata
    d'un mondo faticoso ma sereno.
    Ora, in silenzio,
    rievocate la memoria di un tempo;
    ed io son qui, testimone impotente,
    spettatore inconsueto di un mondo in rovina,
    davanti a voi che guardate e non capite
    il mio silenzio, il mio muto osservare.
    E mentre mi allontano,
    rincorrendo nel tempo i miei ricordi
    sale alle stelle, dai vostri vecchi muri,
    un concerto di gatti innamorati.

    Salvatore Armando Santoro
    (Aosta metà anni '70)

    – Letta a Radio 102 di Aosta in diretta

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